1. “Raccontami i tuoi dolori”

Nell’ultimo articolo abbiamo visto come non ci sia un limite di età per l’attività fisica.
Ogni movimento, se ben dosato e personalizzato, può aiutare ad affrontare con più vigore la vita quotidiana.
Per questo una delle prime domande che facciamo non è “Quanti anni hai?”, ma “Raccontami delle tue problematiche fisiche”.
Per noi questa domanda ha diverse finalità, prima fra tutte capire i tuoi punti deboli e le tue abitudini al fine di studiare un allenamento adeguato alle tue possibilità e ai tuoi obiettivi.
La maggior parte delle volte possiamo cominciare subito il nostro lavoro, ma altre volte abbiamo bisogno di un parere da parte di altre figure professionali.
Questo non perché ci troviamo davanti ad una persona malata, ma perché nel mondo del fitness si è fatta fin troppa confusione sul “chi può fare cosa”, e le competenze di ogni professionista hanno un ambito definito di azione.
La salute fisica dovrebbe essere un lavoro interdisciplinare fra diverse figure, che cercheremo di vedere per mettere un po’ di chiarezza su questo punto.

Questo articolo nasce dall’abbondante confusione che abbiamo visto nei nostri clienti, che spesso confondono le varie figure per via di un’errata comunicazione da parte dei professionisti interessati. Per aiutarti a comprendere a grandi linee quando è il caso di affidarti ad uno specialista, stileremo di seguito una breve e generica guida sulla scelta più adatta.

Prima di cominciare è necessario fare solo un paio di precisazioni: spesso i territori nei quali ci muoviamo sono nebulosi, non sempre si riescono a distinguere confini netti fra le competenze necessarie per trattare un dato sintomo, per questo è necessario il lavoro di squadra e collaborazione.
Non entreremo nello specifico delle varie aree di lavoro in quanto non ne abbiamo le competenze nemmeno noi. Ogni professionista esegue infatti una propria anamnesi e valuta se ci sono dei parametri che possono insospettirlo sulla presa in carico del cliente (o paziente) per il proprio lavoro, e nel caso rimanda a chi ritiene più opportuno per il tempo e i modi necessari.

2. Il Chinesiologo: con chi può lavorare?

Noi di MEA siamo Chinesiologi, un titolo che si consegue in seguito alla Laurea in Scienze delle Attività Motorie e Sportive.
Il chinesiologo è lo scienziato del movimento.
Il nostro percorso di studi ci permette di scegliere, dosare e personalizzare un insieme di esercizi per raggiungere un obiettivo.
Ci possiamo occupare di rinforzo muscolare, mobilità articolare, resistenza cardio-vascolare, tonificazione, forza, e ogni ambito che riguarda il movimento (non necessariamente con i pesi).
Le nostre competenze non possono però essere utilizzate indistintamente con chiunque: noi possiamo lavorare esclusivamente con persone senza problematiche motorie, traumatiche e neurologiche di rilevanza clinica.
Quando ci si presenta una persona con tali questioni, rimandiamo all’opinione di uno specialista della materia, in particolare un medico o un professionista sanitario dedicato.

3. Fastidi fisici “minori”

La difficoltà di una scelta netta è dettata dal fatto che molto spesso ci sono dei fastidi fisici minori dettati dallo stile di vita (sedentarietà, posture prolungate, sovraccarichi di lavoro, ecc).
In questi casi, il chinesiologo (come Marco ed Edoardo) ha tutte le competenze per agire nel lungo periodo attraverso un lavoro di rinforzo muscolare e aumento della mobilità volto a cambiare le abitudini della persona.
La maggior parte di queste casistiche rientrano infatti in una categoria di “fastidi” risolvibili, nel medio lungo periodo, aumentando la tolleranza allo sforzo che genera scompensi.
Spesso, fastidi minori del genere sono trattati in collaborazione con un massoterapista o un fisioterapista nella fase iniziale (detta acuta) in cui i sintomi sono più intensi. Tramite detensionamento dei muscoli
interessati e indicazioni specifiche, queste due figure ci aiutano ad inquadrare un primo periodo. Passata la fase acuta, si prosegue il lavoro di rinforzo da parte del chinesiologo con esercizi mirati.

4. Dolori fisici conclamati

Quando un fastidio diventa dolore intenso non risolvibile con il solo esercizio, si rimanda il trattamento della fase acuta all’esclusiva attenzione del massoterapista o fisioterapista, che grazie a terapie manuali come massaggi e mobilizzazioni ed esercizi terapeutici provano a risolvere i sintomi più intensi. Talvolta, però, anche loro rimandano determinati casi all’attenzione di un’ulteriore figura, ovvero il medico. In ogni caso, molti casi clinici passati da professionista sanitario e medico tornano infine in mano al chinesiologo, che una volta passata la fase acuta e trattati i sintomi principali può utilizzare esercizi di rinforzo per controllare l’andamento dei dolori nel lungo periodo (cronico).

5. Panoramica su alcune figure professionali

Possiamo quindi fare una distinzione generale con 4 figure distinte con diverse competenze e ambiti di azione, che per il benessere del paziente dovrebbero lavorare in équipe:
– Chinesiologo (Laureato in Scienze motorie, esperto di movimento e della cura del corpo nel lungo periodo) – Massoterapista (Diploma in Massoterapia, esperto del trattamento del sintomo in acuto) – Fisioterapista (Laurea in Fisioterapia, esperto del trattamento del sintomo in acuto con ulteriori ambiti di intervento rispetto al massoterapista)
– Medico (Cura i casi clinici più gravi con trattamento farmacologico e indicazioni generali di gestione).
Come accennato nelle righe precedenti, tra massoterapista e fisioterapista ci sono delle differenze. Entrambi possono agire su tensioni muscolari, rigidità particolari e casi specifici, ma il fisioterapista ha le competenze per agire anche sui casi più gravi (ad esempio i neurologici).
Precisiamo che esistono inoltre figure che possono accompagnare queste citate.
Non entreremo nel dettaglio su questa divisione in quanto gli ambiti di intervento e competenze reali non sono chiare nell’ambito burocratico, legale e scientifico.

6. “Ho mal di schiena, che faccio?”

Uno degli esempi più ricorrenti di problematiche fisiche sono le “lombalgie”, ovvero il classico mal di schiena.
Se questo problema è causato da posture ricorrenti, il chinesiologo può lavorare in autonomia sul rinforzo dei muscoli stabilizzatori del tronco, della schiena e degli arti inferiori, oltre a fare eseguire esercizi di mobilità per la zona interessata e le limitrofe.
L’intervento di una terapia manuale da parte di un altro professionista, in questo caso, dipende dall’intensità dei sintomi e dalle necessità del momento.
Un mal di schiena si può però presentare in maniera molto più intensa e diffusa, in genere con dolore anche alla coscia e alla gamba. In questo caso, il chinesiologo rimanda ad un ulteriore professionista, che se dopo una serie di test ritiene la problematica di competenza medica, consiglia la figura più idonea. Se invece non dovesse trovare particolari red flag (indizi su quando non è più propria competenza), può trattare il sintomo nei modi e tempi più idonei, per poi rimandare al rinforzo generale una volta passata la fase acuta.

7. Affidati a professionisti

Ovviamente, è doveroso specificare che lo scopo di questo articolo non è dare indicazioni assolute, ma esclusivamente di chiarire in maniera generale una panoramica delle varie figure che operano nel nostro settore.
Ogni casistica è a sé, ogni problematica dubbia deve essere approfondita con parere medico che darà poi le indicazioni sul percorso più congruo.

8. La rete di professionisti di MEA

Per far sì che il lavoro di équipe si concretizzi, MEA è alla continua ricerca di figure con cui collaborare e di cui fidarci, in modo da studiare insieme il miglior percorso per ogni tipologia di cliente.
Nel prossimo articolo verrà trattata in maniera più approfondita la figura del massoterapista, e in particolare del nostro di riferimento Justin: ti racconterà il suo ruolo, come può aiutarti e come il suo lavoro si intreccia con il nostro.